sabato 11 maggio 2019

Il progetto "Il Tour della Gavetta Ep" di Arag in uscita a settembre

Alessandro Babando nato a Torino nel 1993 in arte Arag, cresce nella periferia Torinese.
Avendo i genitori occupati con il lavoro il ragazzo usa il suo tempo con videogiochi e gruppi del quartiere. Durante la scuole medie scopre il rap, affascinato dalla cultura hip hop decide di approfondire chiedendo a un suo amico un archivio di musica old school americana e italiana. Proprio per questo motivo i suo testi non sono mai banali e pieni di citazioni che manifestano apertamente l’amore e i principi del genere. Iniziando andare alle jam di Torino e varie gare di freestyle inizia a scrivere i suoi primi testi, scegliendo il nome Arag, un anagramma tra "Gara" e "Raga".
Insieme al suo percorso da solista si unisce nella crew Fratelli055 con il suo compare Cecchino aka Sniper.
Fino ad arrivare a oggi con il progetto "Il Tour della Gavetta Ep" la releas è prevista nel mese di settembre.
E’ già disponibile il primo singolo estratto dal lavoro “LV”

Link video:
https://www.youtube.com/watch?v=nWi87MulnY8

SNIPER RAPPER ITALIANO DEL MOMENTO


Sniper è un rapper italiano pseudonimo di Maurizio Di Fiore.
Maurizio nasce a Napoli il 18 Gennaio 1993 e vive ad Afragola fino all età di 7 anni.
Si trasferisce a Torino a fine gennaio del 2000 con sua madre e sua sorella, dopo che il loro padre biologico li ha abbandonati.
Sua madre conosce il suo padre attuale , quello che lui reputa tale.
Il ragazzo si è diplomato, lavora e fa musica  proprio a Torino con il suo migliore amico Arag ( Alessandro Babando , classe 1993 ), i due si conosco da quel lontano gennaio del 2000 e con l’avvento del rap , si appassionano alla musica e soprattutto al genere , grazie a Mondo Marcio ( Sniper ) e Fabri Fibra ( Arag ) e all 'età  di 17 anni creano la crew " Fratelli055".
Durante gli anni della gavetta gira tanti studi di registrazione alla ricerca del proprio sound che si ispira agli albori della cultura Hip/Hop

Sniper  ad oggi è impegnato alla realizzazione del suo E.P. di esordio  con la direzione artistica  di Anthony Louis titolare della milkrec , studio di produzione torinese.
Il sound proposto è attuale ma con radici old school, liriche taglienti e talvolta provocatorie rendono il progetto molto interessante nel panorama degli artisti italiani emergenti

Brazzers il singolo estratto dall'E.P. è un ironico tributo al mondo della pornografia. Senza essere mai volgare in tre minuti Sniper smaschera gli ipocriti e alleggerisce un tema spesso taboo rendendolo 
"Educativo" Buon ascolto e buona visione

Le inarrestabili sorelle Calciati esordiscono musicalmente con un tema le cui attenzioni non sono mai abbastanza.

La violenza , e in particolare la violenza sulle donne  è la traccia che utilizzano tramite il brano che per noi italiani
rappresenta per le inevitabili motivazioni storiche un inno alla libertà e alla pace.
Un moderno esempio di controcultura perlomeno inedito per la  sensibilizzazione anche dei giovanissimi.
Un cross over tra storia e cultura moderna finalmente il rmx italiano che legittima ancor più la causa.
Infatti dopo le polemiche che hanno suscitato i rmx realizzati dai più noti djs internazionali (Steve Aoky, Hardwell per citarne alcuni) il rmx è stato realizzato  dal dj torinese Anthony Louis negli studi della milkrec
Il brano contiene il sample originale del celebre brano e un incisione delle stesse sorelle che si sono cimentate nella reinterpretazione del brano, per rendere ancora più credibile la loro mission.

link video https://www.youtube.com/watch?v=vAj0rsnF6eE&feature=youtu.be

I KRAPACH SONO UN DUO PROMETTENTE DEL PANORAMA MUSICALE ITALIANO

Giovanni Casadei, è un giovane artista italiano.
Il progetto Krapach nasce nel settembre 2017 in collaborazione con Gabriele (batterista).  I due artisti si sono conosciuti nei primi mesi del 2016 per suonare in un altro progetto, ma come molte volte accade in questi casi, molte band finiscono per sciogliersi perché si cerca sempre di mettere avanti la musica più che i rapporti personali. Dopo lo scioglimento della band, Giovanni propone a Gabriele di diventare il leader del progetto. Inizialmente hanno iniziato a reinterpretare cover interpretando sul genere funky, fino ad arrivare a proporre inediti da promuovere nei locali. Il loro progetto è variegato infatti spaziano dal metal, al pop, al funk, all' elektro, al raggae, al rap, all' indie. "Facciamo davvero un sacco di generi che io racchiudo in NU-POP come definizione di genere" racconta Giovanni. Nell'estate 2018 vengono pubblicati tre inediti su tutti i digital stores, con rispettivi video su youtube, Mistakes, Sesso e Blow,  ed ora sono pronti per fare sentire il quarto inedito Thousand Miles. Nel duo Giovanni canta e suona la chitarra elettrica principalmente, tastiere e timpano. Gabriele invece suona la batteria e gestisce i sequence.

giovedì 4 aprile 2019

BRADO “UNIVERSALE” IL NUOVO SINGOLO




Brado è un cantautore pugliese di stampo fortemente rock.
Il singolo con cui esordisce da solista nel mercato discografico si chiama "Universale" (Phonogram Music), scritto a quattro mani con il produttore e autore "Francesco Adessi", arrangiatore e produttore del brano stesso.
Il connotato musicale di "Universale" è di chiara matrice rock; il genere sottolinea perfettamente il messaggio che traspare chiaro ed evidente come un'aspra sottolineatura al momento storico attuale, fatto quasi esclusivamente da un'immagine ritratta e distorta dai cellulari, e sempre più distaccata dal mondo reale. E' un invito a vivere autenticamente e con verità la propria esistenza in un ecosistema ormai totalmente social.
"Universale" sarà presente sui principali store digitali a partire dal 19 di aprile.
Brado (alias Luca Raguseo), nasce a Barletta il 4 agosto 1984.
Trascorre l'infanzia e l'adolescenza, attratto dall'ascolto di dischi delle più grandi rock band mondiali.
A partire dal 2006 comincia il percorso musicale fondando la band rock undergorund "Gadjos" ("stranieri" nella lingua Rom). Con questa formazione riesce a esibirsi nei più disparati contesti musicali, a livello sia locale che nazionale, in un'avventura musicale che durerà più di 10 anni. Spicca la collaborazione con i "Litfiba" e le semifinali del Festival di Castrocaro nel 2016.
Nel 2017 diventa frontman della storica rock band milanese degli "Ufo Piemontesi"
Autore e compositore nel 2019 parte con l'avventura da solista ed è attualmente in studio per produrre il primo album
www.phonogram.net

lunedì 11 febbraio 2019

LORENZO CLIVATI: "TUTTO L'AMORE CHE POSSO (Darti in una telefonata)"




Lorenzo Clivati, giovanissimo cantautore milanese, esordisce sul mercato musicale con "Cerco casa in zona San Siro" (Phonogram Music), album composto da 14 tracce. E' un viaggio musicale tra le sonorità swing, jazz e pop e le radici più autentiche e profonde del cantautorato italiano e milanese.
Il singolo scelto per la presentazione di questa prima fatica discografica è "Tutto l'amore che posso (darti in una telefonata)". Sonorità bossanova miste a pop, coronate da un testo ricercato ma allo stesso diretto che racconta la storia di una telefonata, fatta dal protagonista a una vecchia fiamma, cercando di recuperare la situazione (con un forte velo di sarcasmo), tramite il racconto e le promesse su tutto quello che potrebbero ancora fare, se i due fossero ancora insieme. Tutto gira intorno al paradosso della quantità di amore che si potrebbe dare attraverso una telefonata, ovvero molto poco, se non zero. Il singolo prodotto da Francesco Adessi per Phonogram Music, è un connubbio di grandi musicisti della scena milanese.
Lorenzo Giampietro (alias Clivati), nasce a Milano il 31 luglio 1995.
Fin da giovanissimo si avvicina alla musica, ascoltando dischi e artisti delle più disparate connotazioni e sonorità musicali.
Si avvicina allo studio della chitarra all'età di 13, per poi spaziare anche sul piano e sul contrabasso. Alla sempre più probabile vocazione da musicista, Lorenzo preferisce dedicarsi per intero alla scrittura di testi e musica.
Adolescente fa parte di più coverband fino a portare i componenti del suo gruppo a lavorare unicamente ai suoi brani, si esibisce in diversi locali milanesi come solista.
Nel 2015 incontra il produttore Francesco Adessi e cominciano a lavorare al suo primo progetto discografico che vedrà la luce nel 2018, passando prima attraverso la pubblicazione di singoli come "Chiamasi vita!" e "Clochard de Paris".
Attualmente in preparazione le date per la presentazione in chiave live di "Cerco casa in zona San Siro".

mercoledì 6 febbraio 2019

DISCO DI REN ZEN "SE ASCOLTASSI"

“Se ascoltassi” è il primo disco di Ren Zen. Scritto, prodotto e interpretato dall’autore, poeta e cantautore italiano,
l’album raccoglie 11 brani che hanno come filo conduttore l’ascolto e l’invito a vivere il presente tipico dello Zen (non
a
caso
in
copertina capeggia una figura meditante immersa nella natura).
Apre l’opera il singolo ‘Electrozen’, canzone quasi
dance
che mira al senso stesso dell’esistenza e si rivolge
direttamente all’ascoltatore, al suo ego e alla sua anima per invitarlo ad unirsi alla tribù Ren Zen. Quasi un elettroschock
musicale, che si apre però con un crescendo di respiro: da subito si trova lo strumento principe per il benessere
individuale (la corretta respirazione appunto e il guardare dentro se stessi). Come per chiudere un cerchio, l’album
finisce con il
bonus track
‘Questo momento’, nuova versione
dance
di un vecchio brano nato da una poesia del primo
libro di Renzo Maggiore (“Aurora spirituale”, Sovera, Roma), che può esser inteso come la sintesi finale che racchiude
il semplice messaggio del vivi “qui ed ora”. In mezzo, si apprezzano altri nove brani dalle varie colorature e ritmiche,
tenuti assieme dalla voce baritonale del poeta interprete (con diversi brevi intermezzi parlati) e da un percorso volto
all’evoluzione spirituale dell’autore e dell’ascoltatore insieme. ‘Voglio parlare a te’ è una chiara dichiarazione d’intenti
e si rivolge soprattutto ai giovani che “hanno la vita davanti/come un’autostrada o una salita a tornanti” con l’invito
all’autodeterminazione dopo la presa di coscienza che la vera causa della sofferenza sta dentro di noi. Nella terza
traccia, Ren Zen dona cenni di autobiografia elogiando ‘L’Arte povera’ di tutti quegli artisti che fanno fatica a sbarcare
il lunario: “l’arte povera mi scorre nelle vene/quanto misere vi sembrano le mie emozioni...” è l’incipit del ritornello di
una ballata che fa l’occhiolino ai classici cantautorali e fa storia a sé anche nella scelta degli strumenti (l’ukulele in
primis) volta ricordare la semplicità delle esecuzioni di strada. ‘Giovane Giulio’ ricorda un ragazzo morto suicida e si
chiede - trattando un tema tragico con grande leggerezza e senza retorica – ‘ma che cos’è questo male
d’anima/c’affligge senza remora’. Una delle spiegazioni sta a metà disco, nel brano (l’unico terzinato) che dà il titolo
all’album. Le dinamiche famigliari possono provocare traumi e blocchi emozionali difficili da gestire se si è privi degli
strumenti che l’autore – in qualità di formatore e consulente – insegna e propone: la competenza del ‘Saper essere”
(l’omonimo manuale di Renzo Maggiore è edito dalla Chiado di Lisbona) consiste nel saper gestire le proprie e altrui
emozioni, nella capacità di comunicare con empatia ed efficacia, nel conoscere i processi di apprendimento e di
motivazione, nello sviluppare la propria originale creatività... “Se ascoltassi le parole senza muri tra di noi” è una frase
dell’orecchiabile ritornello che rende quasi banale un approccio così difficile da adottare nella realtà. Solo su questa
canzone si potrebbe tenere un seminario.
Al giro di boa, cambia nuovamente la musica con ‘L’anima nel cemento’, che è il brano più ‘dark’ dell’album: nell’intro
si trova quel caos cittadino che ci svia dal nostro centro fino a portarci all’autolesionismo (“somiglio a un ologramma
senza colori né stemma/l’anima in bianco e nero/è offuscato il sereno”). L’autore va a fondo nella sofferenza propria e
di un’intera generazione, ma - attenzione! – ‘Se ascoltassi’ è tutt’altro che un disco pessimista o negativo; al contrario,
parte dalle cause del dolore per approdare alla luce della saggezza, indica come uscire dal baratro (che è lì davanti a noi)
attraverso la conoscenza di se stessi e la fede. In ‘Amico fidati’ infatti si ritorna – con una base elettronica dal sapore un
po’ retrò - al focus sulle cose buone della vita, ai tanti esempi che ci circondano; ancora un forte invito a “riprendersi
nelle mani questa vita”, a non cedere “ai falsi miti”, a seguire invece la propria profonda natura, a fidarsi. Ed ecco che,
tornando all’Origine, si trova l’Amore: nella gioiosa ballata ‘La Luna incomincia a chiedersi’ ... “se io fossi veramente
innamorato/cieco/di un angelo...” c’è la letizia, ma anche il dubbio dell’innamoramento (che sia soltanto un fatto
mentale?), ma – come in tutte le canzoni d’amore – si parla di un rapporto tra due persone che in fondo non è altro che
una metafora dell’incontro tra l’io e la propria anima, tra il lato maschile e quello femminile, il Tao della vita che
include luce ed ombra, carica positiva e negativa, tutti gli opposti che danzano, a volte scontrandosi, nel vortice
energetico dell’Universo. Ed è alla dimensione mistica che approda infine Ren Zen nel suo incantevole ‘Canto di
primavera’, dove a prevalere è la leggerezza (“ho poggiato a terra lo zaino d’ogni peso mio”), l’immersione in una
Natura che dona pace “nel giardino dello spazio infinito di tutti gli uomini”. Per mezzo di questa ‘pausa meditativa’, “si
schiudono galassie e nuove vie” nella sorprendente ‘Le comete sognano’: alla ricerca di “antiche dinastie”, ci si libera
degli orpelli per dirigersi – come su un’astronave – verso il bagliore delle stelle, per scoprire in conclusione che tutto è
Uno. Il trionfo appunto dello Zen. Chi ascolta e legge con attenzione entrerà naturalmente nello spazio senza limite
della ‘tribù zen’ dove la condivisione è naturale così come la gioia di vivere.